L'esigenza di progetto
Spiegazione: Una normale cabina sabbiatrice concentra l’attività dell’operatore in una singola postazione.
Questa soluzione è efficace quando il componente può essere raggiunto completamente dalla posizione prevista o quando può essere movimentato facilmente all’interno della camera.
Il problema cambia quando il particolare presenta:
- Notevole sviluppo longitudinale;
- Dimensioni importanti;
- Numerose superfici da trattare;
- Geometria complessa;
- Difficoltà di movimentazione;
- Peso elevato;
- Necessità di intervenire su zone distanti tra loro;
- Cicli produttivi che richiedono più punti di accesso.
In queste condizioni aumentare semplicemente le dimensioni della camera può non essere sufficiente.
Una cabina molto grande ma dotata di un’unica postazione potrebbe infatti contenere perfettamente il componente senza permettere all’operatore di raggiungerne agevolmente tutte le superfici.
La risposta tecnica: La progettazione deve quindi considerare non soltanto quanto spazio serve per contenere il pezzo, ma anche da quali posizioni deve essere possibile trattarlo.
Analisi dell’applicazione
La progettazione di una cabina multiposizione deve partire dalla geometria reale del componente e dall’estensione della superficie interessata dal trattamento.
Occorre analizzare:
- Lunghezza;
- Larghezza;
- Altezza;
- Peso;
- Geometria;
- Modalità di caricamento;
- Superfici da trattare;
- Distanza raggiungibile da ciascuna postazione;
- Eventuali zone interne o rientranti;
- Necessità di lavorare contemporaneamente o in sequenza;
- Numero di operatori previsto;
- Produttività richiesta.
Le postazioni non devono essere distribuite in modo casuale.
La loro posizione deve essere studiata in relazione al componente e alla porzione di superficie che ciascuna deve permettere di raggiungere.
L’obiettivo è creare una copertura operativa continua della zona di lavoro.
La soluzione progettata da FEVI
La macchina FEVI presenta una camera industriale di grandi dimensioni dotata di più postazioni operative distribuite lungo la struttura.
Sono visibili numerose configurazioni composte da:
- Finestra di osservazione;
- Coppia di porta-guanti;
- Illuminazione interna;
- Struttura dedicata alla singola zona operativa.
Le postazioni sono collocate su differenti sezioni della cabina, consentendo di accedere alla camera da più punti.
La struttura inferiore presenta tramogge di raccolta integrate, mentre sotto la macchina sono visibili tubazioni collegate al sistema di processo.
È inoltre presente un quadro elettrico esterno centralizzato con:
- Comandi macchina;
- Pulsanti operativi;
- Arresto di emergenza;
- Gestione elettrica dell’impianto.
La configurazione dimostra come la macchina sia stata concepita come un’unica grande camera di trattamento servita da molteplici punti operativi.
Come funziona una cabina sabbiatrice multiposizione
Il componente viene introdotto nella camera e posizionato nella zona prevista dal progetto.
Durante il trattamento, l’operatore può utilizzare le diverse postazioni in funzione della superficie da raggiungere.
Una prima zona del componente può essere trattata da una determinata postazione, mentre le parti successive possono essere raggiunte spostandosi lungo la cabina.
Quando la configurazione dell’impianto e le procedure operative lo consentono, una cabina multiposizione può anche essere progettata per distribuire il lavoro tra più operatori.
Il principio generale diventa quindi:
Caricamento → Posizionamento → Trattamento dalla prima postazione → Passaggio alle postazioni successive → Completamento delle diverse zone → Scarico.
La sequenza effettiva dipende dal componente e dall’organizzazione produttiva prevista.
Perché utilizzare più postazioni operative
Il vantaggio principale è la possibilità di aumentare l’area raggiungibile senza dover necessariamente spostare continuamente un componente di grandi dimensioni.
Ogni postazione crea un proprio campo operativo.
Distribuendo più postazioni lungo la macchina è possibile creare una successione di aree di lavoro che, nel loro insieme, coprono una superficie molto più ampia rispetto a quella raggiungibile da un’unica posizione.
Questo principio può risultare particolarmente utile quando il particolare è:
- Lungo;
- Pesante;
- Voluminoso;
- Difficile da ruotare;
- Complesso da movimentare;
- Caratterizzato da numerose superfici distribuite.
Invece di portare continuamente il componente verso l’operatore, è l’operatore che dispone di più punti di accesso al componente.
Una cabina grande non è necessariamente una cabina funzionale
Nelle macchine speciali le dimensioni non devono essere considerate separatamente dall’ergonomia.
Una camera molto ampia può contenere un componente importante, ma questo non garantisce che tutte le superfici siano raggiungibili correttamente.
La progettazione deve mettere in relazione:
Dimensioni della camera + Geometria del pezzo + Posizione delle postazioni + Raggio operativo dell’operatore.
La configurazione multiposizione nasce proprio da questa relazione.
Non si tratta semplicemente di aggiungere ulteriori coppie di guanti: ogni posizione diventa parte della geometria funzionale della macchina.
Una o più persone possono utilizzare una cabina multiposizione?
La presenza di più postazioni non implica automaticamente che tutte debbano essere utilizzate contemporaneamente.
Esistono due logiche possibili:
La prima prevede che un singolo operatore si sposti tra le diverse posizioni durante la lavorazione.
La seconda può prevedere, quando progettazione, sicurezza e ciclo produttivo lo consentono, la presenza di più operatori contemporaneamente.
La scelta deve essere definita durante la progettazione considerando:
- Dimensioni della macchina;
- Sistema di sabbiatura;
- Disponibilità di aria compressa;
- Aspirazione;
- Numero di pistole;
- Organizzazione del ciclo;
- Sicurezza;
- Produttività richiesta.
Per la macchina mostrata il numero effettivo di operatori simultanei deve essere verificato sulla documentazione originale.
Distribuire il trattamento lungo il componente
La cabina multiposizione può essere particolarmente utile quando il pezzo presenta un forte sviluppo longitudinale.
Invece di realizzare una sola postazione centrale e movimentare continuamente il componente, si può creare una sequenza di accessi lungo la macchina.
Ogni posizione permette di raggiungere la porzione di componente più vicina.
Questa filosofia può risultare applicabile a:
- Strutture metalliche;
- Telai;
- Carpenterie;
- Componenti industriali allungati;
- Pannelli;
- Involucri;
- Grandi fusioni;
- Strutture assemblate;
- Manufatti tridimensionali.
La configurazione definitiva dipende sempre dal componente reale.
Ergonomia e accessibilità come parametri di progetto
La posizione delle postazioni influenza direttamente il modo in cui l’operatore lavora.
Devono essere valutati:
- Altezza della finestra;
- Altezza dei porta-guanti;
- Distanza dal componente;
- Profondità della camera;
- Angolo di visione;
- Illuminazione;
- Posizione delle superfici da trattare.
Una macchina speciale deve consentire all’operatore di raggiungere la zona prevista mantenendo una configurazione coerente con il processo.
Questo significa che l’ergonomia non viene aggiunta dopo avere progettato la cabina: fa parte del progetto della cabina stessa.
- Più postazioni operative integrate nella stessa macchina;
- Maggiore estensione della zona raggiungibile;
- Possibilità di trattare componenti di grandi dimensioni;
- Migliore accessibilità lungo superfici estese;
- Riduzione della necessità di riposizionare continuamente il pezzo;
- Possibilità di organizzare la lavorazione per zone;
- Possibilità di utilizzare le postazioni in sequenza;
- Potenziale configurazione multioperatore quando prevista dal progetto;
- Migliore adattabilità a componenti lunghi o voluminosi;
- Distribuzione delle postazioni in funzione della geometria reale;
- Quadro di comando centralizzato;
- Gestione integrata del materiale nella parte inferiore della macchina;
- Possibilità di personalizzare ulteriormente dimensioni e disposizione delle postazioni.
Caratteristiche dell’impianto
| Elemento | Configurazione |
|---|---|
| Tipologia | Cabina sabbiatrice industriale personalizzata |
| Configurazione | Multiposizione |
| Postazioni operative | Multiple |
| Finestre di osservazione | Multiple |
| Porta-guanti | Multipli, organizzati per postazione |
| Distribuzione postazioni | Lungo differenti sezioni della cabina |
| Modalità operativa | Manuale |
| Illuminazione | Integrata nelle postazioni |
| Quadro elettrico | Esterno e centralizzato |
| Comandi macchina | Presenti |
| Arresto di emergenza | Presente |
| Tramogge inferiori | Multiple e integrate |
| Tubazioni di processo | Presenti |
| Numero operatori simultanei | Da definire in funzione del progetto |
| Numero pistole | Dato non disponibile |
| Dimensioni utili camera | Dato non disponibile |
| Portata del piano/supporto | Dato non disponibile |
| Sistema di movimentazione pezzo | Da definire in funzione dell’applicazione |
| Abrasivo | Da definire in funzione dell’applicazione |
| Processo | Sabbiatura o pallinatura in funzione della configurazione richiesta |
Applicazioni possibili
Una cabina sabbiatrice multiposizione può essere presa in considerazione quando la superficie da trattare è troppo estesa o complessa per essere raggiunta efficacemente da una singola posizione.
Possibili applicazioni comprendono:
- Strutture di carpenteria;
- Telai;
- Chassis;
- Grandi fusioni;
- Componenti saldati;
- Pannelli metallici;
- Strutture allungate;
- Grandi involucri;
- Componenti meccanici voluminosi;
- Strutture tridimensionali;
- Manufatti industriali assemblati;
- Componenti che richiedono trattamento su più zone;
- Pezzi difficili da movimentare durante il processo.
Il numero e la disposizione delle postazioni devono essere definiti in funzione della geometria del componente.
Multiposizione o movimentazione del componente?
Per raggiungere una superficie estesa esistono due strategie principali.
La prima consiste nel movimentare il pezzo davanti a una postazione fissa.
La seconda consiste nel creare più postazioni intorno o lungo il pezzo.
La soluzione più appropriata dipende da:
- Peso del componente;
- Dimensioni;
- Facilità di movimentazione;
- Numero di superfici da trattare;
- Spazio disponibile;
- Produttività;
- Ergonomia.
Un componente relativamente leggero può essere facilmente trasferito o ruotato. Una struttura molto grande e pesante può invece rendere più razionale distribuire le postazioni lungo la cabina.
È questa analisi che deve precedere la scelta della macchina.
La macchina progettata intorno alla superficie da trattare
La cabina sabbiatrice multiposizione FEVI evidenzia un principio importante della progettazione personalizzata.
Il componente non deve soltanto entrare nella cabina: deve essere correttamente raggiungibile durante tutta la lavorazione.
Per questo FEVI può partire da:
- Dimensioni del componente;
- Geometria;
- Peso;
- Posizione delle superfici;
- Modalità di movimentazione;
- Numero di operatori;
- Produttività richiesta.
Da queste informazioni possono essere definiti:
- Dimensioni della camera;
- Numero delle postazioni;
- Loro posizione;
- Altezza dei porta-guanti;
- Finestre;
- Illuminazione;
- Movimentazione del componente;
- Sistema di recupero;
- Aspirazione.
La macchina viene quindi costruita intorno alla relazione tra componente, superficie e operatore.
Impianto personalizzato o cabina di sabbiatura standard?
Una cabina multiposizione è indicata quando dimensioni e processo la rendono realmente necessaria.
Per componenti più piccoli o facilmente movimentabili, una cabina sabbiatrice standard a singola postazione può rappresentare la soluzione più semplice ed efficace.
FEVI può valutare:
- Cabine sabbiatrici standard;
- Cabine industriali maggiorate;
- Cabine a doppia postazione;
- Cabine multiposizione;
- Cabine con postazione laterale;
- Cabine con carrelli;
- Cabine con rulliere;
- Sistemi con tavola rotante;
- Sabbiatrici con gancio;
- Cabine pallinatrici;
- Sistemi semiautomatici;
- Impianti automatici di sabbiatura e pallinatura;
- Macchine completamente personalizzate.
L’obiettivo è scegliere il livello di personalizzazione realmente necessario per il processo.
Domande frequenti – Cabina sabbiatrice multiposizione
A cosa serve una cabina sabbiatrice multiposizione?
Serve a rendere accessibile una zona di lavoro molto estesa attraverso più postazioni operative, evitando di concentrare l’intero trattamento in un solo punto della macchina.
Per quali componenti è indicata?
Può essere valutata per strutture lunghe, grandi carpenterie, telai, componenti voluminosi, fusioni importanti e manufatti difficili da movimentare durante la lavorazione.
Quante postazioni può avere una cabina di sabbiatura?
Il numero deve essere definito in funzione delle dimensioni del componente e delle superfici che devono essere raggiunte. In un progetto personalizzato le postazioni possono essere distribuite sulla macchina in base alla reale necessità applicativa.
Più operatori possono lavorare contemporaneamente?
Una cabina multiposizione può essere progettata anche per l’utilizzo di più postazioni nello stesso ciclo. L’eventuale funzionamento simultaneo deve però essere previsto specificamente considerando sistema di sabbiatura, portata d’aria, aspirazione e sicurezza.
Qual è il vantaggio rispetto a una cabina molto grande con una sola postazione?
Una camera più grande aumenta lo spazio disponibile, ma non necessariamente l’area raggiungibile dall’operatore. Più postazioni permettono invece di accedere al componente da differenti punti lungo la macchina.
Le postazioni possono essere collocate anche su lati diversi?
In un impianto personalizzato posizione e orientamento delle postazioni possono essere studiati in funzione della geometria del componente e delle zone da trattare.
FEVI realizza anche cabine sabbiatrici standard?
Sì. La configurazione multiposizione viene adottata quando l’applicazione la rende utile. Per lavorazioni convenzionali FEVI può proporre cabine di sabbiatura professionali standard o configurazioni meno complesse.
Devi trattare un componente troppo esteso per una singola postazione?
Quando il pezzo può entrare nella cabina ma non può essere raggiunto correttamente da un’unica posizione, aumentare semplicemente le dimensioni della macchina potrebbe non essere sufficiente.
FEVI può studiare dimensioni, geometria e superfici da trattare per definire numero e posizione delle postazioni operative, insieme agli eventuali sistemi di movimentazione del componente.
PARLACI DEL TUO PROGETTO
Per una prima valutazione puoi fornire:
- Fotografie del componente;
- Materiale;
- Lunghezza;
- Larghezza;
- Altezza;
- Peso;
- Superfici da trattare;
- Modalità di movimentazione;
- Numero di componenti;
- Produttività richiesta;
- Eventuale necessità di più operatori;
- Risultato superficiale desiderato.
Non dimensioniamo soltanto la cabina: progettiamo dove e come deve essere raggiunto il componente.
