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Come contenere le polveri e “certificare” il processo (protocollo FEVI)

Sabbiatura in ambienti sensibili significa lavorare dove polvere e contaminazione non sono tollerate, ad esempio:

  • reparti produttivi attivi
  • stabilimenti alimentari (o zone limitrofe)
  • impianti con elettronica e quadri elettrici
  • officine condivise con altre lavorazioni
  • edifici storici o ambienti “puliti”
  • aree con vincoli ambientali, controlli o clienti presenti

In questi contesti, il vero rischio non è solo “fare un buon lavoro”.
Il rischio è:

  • contaminare aree, impianti o prodotti
  • creare fermo impianto
  • generare contestazioni
  • non essere in grado di dimostrare che il lavoro è stato gestito correttamente

Questa guida FEVI ti dà:

  • strategie reali di contenimento polveri
  • scelte tecniche (cabina/camera/box/gonfiabile)
  • come impostare un processo “tracciabile” e verificabile
  • checklist FEVI “protocollo controllato”

1) Cosa rende un ambiente “sensibile” (definizione pratica FEVI)

Un ambiente è sensibile quando almeno uno di questi fattori è vero:

  1. polvere non tollerata (qualità/contaminazione)
  2. presenza di persone non protette
  3. presenza di macchinari delicati (elettronica)
  4. presenza di prodotti esposti (filiera)
  5. vincoli ambientali/gestionali (regole interne, normative aziendali)
  6. rischio di contestazioni (clienti, audit, assicurazioni)

📌 FEVI: “sensibile” non significa solo “interno”. Può essere anche esterno ma vicino a zone operative.


2) Principio FEVI: contenere è meglio che pulire

In ambienti sensibili devi invertire la logica:
❌ “Faccio e poi pulisco”
✅ “Impedisco che la polvere esca”

Perché:

  • pulire costa più della prevenzione
  • alcune contaminazioni non si eliminano facilmente
  • basta un errore per fermare un reparto

3) Le 4 strategie di contenimento (scelta del sistema)

FEVI classifica così le soluzioni.

3.1 Cabina (se puoi portare il pezzo)

✅ la soluzione più pulita e controllata
✅ riduce dispersione e rende ripetibile il ciclo
✅ più semplice da “documentare”

📌 FEVI: se il pezzo entra in cabina, spesso hai già risolto l’80% del problema.


3.2 Recupero localizzato (se il lavoro è puntuale)

✅ utile su interventi piccoli e mirati
✅ riduce molto la dispersione
⚠️ attenzione a superfici irregolari (aderenza testa)


3.3 Camera chiusa (se lavori grandi volumi in interno)

✅ contenimento massimo
✅ ideale se lavoro frequente e industriale
✅ recupero abrasivo efficiente


3.4 Contenimento temporaneo evoluto (box/teli/camera gonfiabile)

Questa è la chiave per ambienti sensibili quando:

  • non puoi spostare il pezzo
  • devi lavorare in loco
  • non puoi sporcare

✅ camera/box = contenimento fisico
✅ aspirazione = depressione controllata (polveri dentro)
✅ ricambio aria = stabilità e sicurezza

📌 FEVI: è la soluzione che più “fa sembrare professionale” il processo rispetto al getto libero improvvisato.


4) Come contenere davvero le polveri (5 elementi obbligatori)

Per FEVI il contenimento serio richiede 5 elementi.

(1) Barriera fisica

  • box
  • teli certificabili
  • struttura gonfiabile
  • pareti temporanee

Obiettivo: impedire fuga polveri.


(2) Depressione controllata (aspirazione)

Non basta aspirare “un po’”.
Serve un flusso che mantenga l’ambiente in leggera depressione:
✅ aria entra → non esce polvere
❌ aria esce → polvere si diffonde


(3) Filtrazione adeguata

  • pre-separazione se alto carico
  • filtri a cartuccia dimensionati bene
  • (se serve) HEPA finale

(4) Gestione ingressi/uscite (airlock)

Punto spesso ignorato:

  • apri una porta → esce nuvola

✅ soluzione FEVI:

  • doppia chiusura / tunnel ingresso
  • procedure ingresso/uscita
  • “settling time” prima di aprire

(5) Gestione residui e bonifica

  • raccolta controllata
  • smaltimento in sacchi/big bag
  • niente aria compressa in pulizia

5) Il vero salto di qualità: rendere il processo “certificabile”

Serve poter dimostrare:

  • che hai seguito una procedura
  • che i parametri erano corretti
  • che la bonifica è stata eseguita

📌 FEVI: chi lavora in ambienti sensibili deve “produrre evidenze”.


6) Cosa significa “certificare” in senso pratico

In ambito operativo, “certificare” significa standardizzare e documentare:

  • piano di lavoro
  • procedure (SOP)
  • checklist firmate
  • foto prima/dopo
  • parametri aspirazione e filtri
  • gestione residui e smaltimento

Non è un certificato universale: è un processo tracciabile, difendibile in caso di contestazione.


7) Protocollo FEVI: Sabbiatura controllata in ambiente sensibile (SOP)

Fase A — Prima del lavoro (setup controllato)

  1. analisi ambiente e rischi (zona sensibile, passaggi, macchinari)
  2. definizione area di contenimento
  3. scelta sistema (cabina/box/gonfiabile/recupero)
  4. installazione barriere e sigillature
  5. predisposizione aspirazione + filtrazione
  6. test depressione (fumo/nebbia test) per verificare flussi
  7. DPI e briefing operatore
  8. foto setup completo

✅ Output: “area pronta e controllata”


Fase B — Durante la lavorazione (controllo parametri)

  1. aspirazione sempre attiva
  2. controllo visibilità e polveri sospese
  3. controllo eventuali perdite (giunzioni/teli)
  4. gestione accessi (airlock)
  5. registrazione eventuali anomalie

✅ Output: “processo stabile”


Fase C — Post lavoro (bonifica e riapertura area)

  1. getto OFF, aspirazione ON
  2. settling time definito (10–20 min tipico)
  3. bonifica con aspirazione (no soffio)
  4. raccolta residui in contenitori chiusi
  5. pulizia perimetro esterno contenimento
  6. smontaggio contenimento con piega “a contenere”
  7. check finale “assenza polveri visibili”
  8. foto dopo lavoro + report finale

✅ Output: “area riconsegnata”


8) Checklist FEVI pronta (da allegare ai lavori)

✅ Checklist – Ambiente sensibile

Setup

  1. barriere montate e sigillate
  2. depressione presente e stabile
  3. filtrazione attiva e integra
  4. accessi controllati (airlock)
  5. DPI corretti disponibili
  6. foto setup

Processo

  1. aspirazione sempre ON
  2. nessuna perdita polveri visibile
  3. filtri/pulse funzionanti
  4. log anomalie

Bonifica

  1. settling rispettato
  2. aspirazione residui completata
  3. residui in sacchi chiusi
  4. pulizia esterna completata
  5. foto finali e firma consegna

9) Errori da evitare in ambienti sensibili

  • ❌ getto libero senza contenimento serio
  • ❌ aspirazione sottodimensionata (nebbia)
  • ❌ porte aperte senza settling
  • ❌ pulizia con aria compressa
  • ❌ mancanza evidenze (foto, checklist, report)

📌 FEVI: l’errore più grande è “fare bene ma non poterlo dimostrare”.


10) Conclusione FEVI

In ambienti sensibili la sabbiatura deve essere:

  • contenuta
  • stabile
  • tracciabile

Il vero valore non è solo il risultato sul pezzo, ma:
la certezza che polveri e contaminazioni siano rimaste sotto controllo.

FEVI si posiziona come riferimento quando offre:

  • metodo
  • contenimenti evoluti
  • aspirazione dimensionata
  • procedure e documentazione

FEVI può supportarti con:

  • progettazione contenimento (box/camera gonfiabile) su misura
  • dimensionamento aspirazione e filtrazione (cartucce + eventuale HEPA)
  • SOP e checklist operative per lavori in ambienti sensibili
  • formazione tecnica e setup

 

Contattaci per una consulenza “ambiente sensibile: processo controllato”.

 


FAQ – Sabbiatura in ambienti sensibili

Come posso sabbiare senza sporcare un reparto produttivo?
Serve contenimento fisico (box/camera), aspirazione in depressione e filtrazione adeguata. Il getto libero improvvisato non è adatto.

Cosa significa lavorare in depressione?
Significa che l’aria entra nell’area di sabbiatura invece di uscire: così le polveri restano dentro e vengono aspirate.

Come posso dimostrare che ho contenuto le polveri?
Con SOP + checklist firmate, foto prima/dopo, registrazione parametri e report finale di bonifica.

Serve sempre HEPA?
Non sempre, ma in ambienti molto sensibili o quando richiesto può essere un ottimo stadio finale.

Qual è l’errore più comune?
Finire il lavoro e aprire subito l’area senza settling e bonifica controllata.

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